La Via di San Paolo

Il 9 giugno 2023, presso il Museo Diocesano “Mons. Aurelio Sorrentino”, su iniziativa dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, alla presenza di S.E. Mons. Fortunato Morrone, è stato sottoscritto il Protocollo di intesa per la promozione e valorizzazione del “Trekking urbano a Reggio Calabria alla scoperta di San Paolo” e l’attuazione del Progetto ‘La Via della Fede di San Paolo da Siracusa a Roma’, ideato e sperimentato dalla “Pattuglia di San Paolo”, un gruppo di Adulti Scout di Reggio Calabria, con l’obiettivo di far diventare Reggio Calabria luogo di attrazione per gruppi scout, pellegrini e turisti, per far conoscere la figura di San Paolo, fondatore della Chiesa reggina.

Molte le Istituzioni firmatarie del Protocollo, tra le quali il nostro Istituto, il cui contributo è finalizzato allo sviluppo degli ambiti biblico, storico-critico, teologico e spirituale, curato del prof. Daniele Fortuna.

Presentazione

L’Apostolo delle Genti ha segnato per sempre e in modo indelebile la fede cristiana. In duemila anni il suo pensiero è stato studiato, approfondito, amato, ha suscitato santità e cultura… ma è stato anche motivo di divisione nella chiesa, strumentalizzato e travisato, spesso decontestualizzato e degiudaizzato, fino a trarre scorrettamente dai suoi scritti argomenti misogeni e antigiudaici. E se è vero che già alla fine del I secolo appariva piuttosto difficile comprendere alcune parti delle sue lettere, sebbene accolte come scritture sacre (cf. 2 Pt 3,15-16), è anche vero che l’enorme sviluppo degli studi biblici attuali ci permette ormai di poter ricostruire più facilmente il suo autentico pensiero, se, con attenzione ed obiettività, ci mettiamo in ascolto delle sue parole.

Tuttavia, per una conoscenza viva di Paolo di Tarso non basta studiare le sue lettere e il suo ambiente, anche fino ai minimi dettagli. Questo infaticabile Apostolo è una persona reale, appassionata di Gesù e della Chiesa, appassionante, se uno si lascia coinvolgere dalle sue parole. Bisogna sentirlo vicino, empaticamente, umilmente, come un autentico fratello desideroso trasmetterci la gioia del Vangelo che lo ha conquistato, come un compagno di viaggio da incontrare e interrogare liberamente. Nelle sue lettere, infatti, originate dal ricco e complesso vissuto delle prime comunità cristiane, si trova di tutto, anche le risposte a molti problemi che inquietano gli uomini e le chiese di oggi, e dai suoi scritti si effonde una dolcissima pace, una meravigliosa luce, capace di custodire la mente e il cuore di fronte ad ogni avversità.

Gli Atti degli Apostoli ci raccontano che Paolo è approdato anche nell’antica Rhēgion durante il suo viaggio della prigionia. Un passaggio fugace, ma che ha lasciato una viva e “ardente” memoria nella nostra Chiesa locale, che, figlia della sua fede, nel 1980 lo ha riconosciuto quale Patrono principale dell’Arcidiocesi. Questo particolare legame della nostra Chiesa con san Paolo, oltre a far germogliare lungo le generazioni semi di santità calabrese, ha lasciato diverse tracce nella città di Reggio, ben visibili a un visitatore o un pellegrino, che, attraverso un trekking urbano, voglia conoscere i luoghi che ne custodiscono e raffigurano la memoria.

Ed è a lui che si offrono le venti schede di approfondimento sulla figura dell’Apostolo, per accompagnalo nel percorso che, passo dopo passo, gli permetterà di ripercorrere la via della fede di san Paolo. Queste venti schede sono numerate secondo una progressione tematica che parte da una biografia essenziale e termina con la morte dell’Apostolo; il pellegrino potrà utilizzarle come meglio crede, in relazione ai luoghi di volta in volta visitati, o durante un tempo dedicato alla sua meditazione personale o al confronto di gruppo.

Qui di seguito gli Abstract ed in allegato le 20 Schede per conoscere San Paolo, di Daniele Fortuna

Abstract

Scheda 1: Biografia essenziale, possibile cronologia e attività letteraria

Shaul (in greco Saūlos) nasce attorno al 5 d.C a Tarso di Cilicia. in Asia minore, fiorente città universitaria greca. Ebreo, fariseo, della tribù di Beniamino, Shaul è anche cittadino romano e apprende il mestiere di fabbricatore di tende. Egli è dunque al crocevia di tre culture: religiosamente è giudeo, culturalmente anche greco, politicamente romano. Abbracciata la fede in Gesù, morirà come martire di Cristo a Roma attorno al 64 d.C.

Scheda 2: Paolo di Tarso, cittadino romano

Nato a Tarso, importante metropoli dell’Impero romano, Paolo sin dalla nascita è cittadino romano e sa avvalersi di questo suo statuto speciale per ottenere una serie di garanzie giudiziarie. In situazioni difficili, evita la flagellazione o altre punizioni, senza che ci sia stato prima un regolare processo. Può anche chiedere ed ottenere di essere giudicato da Cesare, cioè presso il tribunale di Roma.

Scheda 3: L’ebreo Paolo, giudeo per sempre

Basta leggere gli Atti degli Apostoli e le lettere di Paolo per rendersi conto come lui, sia prima sia dopo l’incontro con Cristo, abbia rivendicato la sua identità giudaica: circonciso e cresciuto come fariseo alla scuola di Gamaliele, è poi diventato seguace del Signore, convinto che nell’ebreo Gesù si compiva la speranza d’Israele. Inoltre, egli ha sempre amato i giudei, considerandoli suoi fratelli.

Scheda 4: Paolo di Tarso e la cultura ellenista

A Tarso, città natale di Paolo, si parla greco nella forma popolare “comune” (koiné) e fioriscono i saperi e le scuole filosofiche, prevalentemente di orientamento stoico. Inoltre, sin dall’infanzia, Paolo ascolta in sinagoga le letture tratte dalla Bibbia greca detta dei Settanta (LXX). Tale formazione ben si riflette nelle sue lettere: egli scrive in greco con disinvoltura, potenza espressiva e creatività.

 Scheda 5: Un profilo fisico di Paolo e un’immagine del suo volto

Al di là dei tratti iconografici, che possono derivare da modelli tradizionali di filosofi o personaggi illustri, quando Paolo approdò a Rhēgion, come appariva il suo aspetto fisico? Parlando di sé, Paolo sottolinea piuttosto la sua asthéneia (debolezza, mancanza di forza) e le “cicatrici” apostoliche, come servitore di Cristo. La sua vera immagine è quella plasmata dal divino Artista: lo Spirito Santo.

Scheda 6: Il battesimo di Paolo: il racconto e l’esperienza

Secondo gli Atti degli Apostoli Saulo è stato battezzato a Damasco da un discepolo di Gesù di nome Anania. Per poter intuire cosa sia avvenuto nel cuore dell’Apostolo, sono preziosi alcuni accenni presenti nelle sue lettere autentiche. Alla luce della sua esperienza Paolo ha elaborato un’originale dottrina sul battesimo come “immersione” rituale ed esistenziale nella morte e risurrezione di Gesù.

Scheda 7: Conversione o vocazione di Paolo? Il superamento di un equivoco

Secondo la visione tradizionale, Paolo era un fariseo integralista che si è “convertito” al Cristianesimo. In realtà, l’Apostolo non ha mai detto di essersi “convertito” a un’altra religione, lasciando quella dei suoi padri. L’incontro con Gesù è da lui presentato in termini di vocazione/illuminazione, che lo ha fatto aderire al movimento giudaico dei Nazorei. E il “cristianesimo”?… Nascerà molto dopo.

 Scheda 8: Luca, “biografo” e compagno di Paolo, ci racconta il viaggio della prigionia

Per conoscere la vita di Paolo abbiamo due fonti di prima mano: le lettere autentiche e l’opera di Luca chiamata Atti degli Apostoli. Da qui sappiamo anche che Paolo, attorno al 60 d.C., durante il suo “viaggio della prigionia”, provenendo da Siracusa è approdato anche a Rhēgion, per ripartire il giorno dopo per Pozzuoli e quindi per Roma. In questo viaggio Luca è stato anche suo fedele compagno.

Scheda 9: La colonna ardente e la predicazione di Paolo nel fuoco dello Spirito

Questa potente immagine simbolica travalica l’effettiva storicità del fatto, ma esprime efficacemente tre aspetti caratteristici dell’Apostolo: egli è come una debole candela che, consumandosi, illumina; la predicazione di Paolo, avvenuta nel fuoco dello Spirito, va oltre le risorse umane; Paolo rimane per la Chiesa come una colonna ardente, che ci guida nella notte fino alla Venuta del Signore.

Scheda 10: Nato da una Donna ebrea, il Servo dei circoncisi ci fa diventare figli di Dio

Il mistero di Dio, nascosto agli uomini sin dai tempi antichi e manifestato in Cristo quando venne la pienezza del tempo, quello per il quale abbiamo ricevuto «nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: “Abbà! Padre!”» (Gal 4,4-6), ha potuto iniziare a compiersi soltanto quando il Figlio inviato dal Padre è «nato da una donna», è stato accolto nell’umile grembo di una madre ebrea…

 Scheda 11: “Vi ho trasmesso quello che ho ricevuto”: trasmissione della fede e imposizione delle mani

Cosa ha trasmesso san Paolo a santo Stefano con l’imposizione delle mani? Certamente la Parola del Vangelo ricevuto da Pietro e gli altri apostoli con la fede nel Signore Gesù Cristo Risorto dai morti… ma anche la capacità di “consegnare se stesso”, come ha fatto Gesù nell’Ultima cena e nella sua Passione, come ha fatto Paolo fino al martirio. Questo è il cuore della Tradizione della Chiesa.

Scheda 12: Che cos’hanno in comune il rotolo, la spada e il piede? Un’indagine sui simboli di Paolo

Tre simboli caratterizzano la figura dell’Apostolo: il rotolo, la spada e il piede proteso in avanti. Leggendo le lettere paoline e gli Atti degli Apostoli, si nota che tutti e tre si riferiscono alla Parola di Dio: scritta e studiata (il rotolo); giudicante e apportatrice di vita (la spada); annunziata fino agli estremi confini della terra (i piedi belli di coloro che propagano il vangelo della pace: cf. Rm 10,15; Ef 6,15).

Scheda 13: San Paolo, santo Stefano e La scuola di Atene: dalla rivelazione mistica alla sapienza pastorale

Le due statue poste davanti alla facciata del Duomo (simili a Platone e Aristotele nell’affresco La scuola di Atene), presentano Paolo quale destinatario di sublimi rivelazioni e grandioso annunziatore dei misteri di Dio, mentre Stefano è il pastore che, con equilibrio e sapienza, guida il gregge di Dio verso la vita eterna. In realtà, entrambi gli aspetti erano unificati nella personalità apostolica di Paolo.

Scheda 14: Pietro e Paolo: quale rapporto tra i due apostoli?

Nell’iconografia cristiana gli apostoli Pietro e Paolo sono spesso raffigurati insieme. Martiri a Roma negli anni sessanta del I sec. d.C., la liturgia li ricorda insieme nella solennità loro dedicata il 29 giugno. Ma per capire qual sia stato il loro reale rapporto, bisogna interrogare le fonti neotestamentarie: le 10 menzioni di Pietro nelle lettere di Paolo, gli Atti degli Apostoli e la seconda lettera di Pietro.

Scheda 15: “In Cristo Gesù vi ho generati per mezzo del vangelo” (1Cor 4,15). La carità pastorale dell’Apostolo

Conquistati dalla sua alta teologia, spesso dimentichiamo che Paolo era un vero pastore: tutte le sue lettere (eccetto Romani) nascono da bisogni, questioni e problemi posti dalle sue comunità, cui Paolo risponde accuratamente, perché le ama moltissimo: ha presente i nomi, le situazioni personali, di famiglia, di lavoro, di malattia… Tra quelli che Paolo ha “generato in Cristo Gesù” ci siamo anche noi!

Scheda 16: Paolo e le donne: un rapporto travisato, ma estremamente innovativo

Alcune frasi dell’epistolario paolino, estrapolate dal loro contesto storico-letterario, possono far pensare che Paolo sia misogeno, foriero di una cultura maschilista e patriarcale. Le cose stanno veramente così? In realtà, in sintonia con lo stile di Gesù, Paolo ha valorizzato i carismi di diverse donne. Ad esempio, in Rm 16,1-16 ne sono menzionate 10, tra cui Febe (diacona) e Giunia (apostola).

Scheda 17: Paolo, uomo nuovo in Cristo, tra giustificazione e salvezza

I tre assiomi luterani sola gratia, sola fide, solus Christus, considerati alla luce della viva esperienza di Paolo, invece che motivo di divisioni confessionali, possono ben rappresentare i tratti fondamentali dell’uomo nuovo in Cristo. Alla fine la salvezza è resa possibile dalla Grazia di vivere “per Cristo, con Cristo ed in Cristo”, affinché nessun uomo possa vantarsi di nulla, ma dare «soli Deo Gloria».

 Scheda 18: Paolo, nostro padre della fede in Cristo. Cor Pauli, cor Christi

“Crocifisso con Cristo, vivo, ma non più io; vive, ed in me Cristo. Ciò che ora vivo nella carne, vivo nella fede, quella del Figlio di Dio, di Colui che mi ha amato ed ha consegnato se stesso per me” (Gal 2,20). Questa epifania del Cor Pauli, intrinsecamente unito al Cor Christi, si può tratteggiare in un grafico che mostri come tutta la sua vita ed il suo ministero abbiano qui la loro fonte ed il loro culmine.

Scheda 19: La Cena del Signore: condivisione del pane e comunione del Corpo

Il neofita Paolo aveva tutte le categorie culturali e religiose per comprendere il senso dei gesti e delle parole di Gesù durante l’Ultima Cena. Partecipando per la prima volta alla “frazione del pane”, ha vissuto con immensa gratitudine il dono di poter entrare nel Patto di Gesù, condividendo il suo pane per far parte dell’unico Corpo, e bevendo al calice del vino per accogliere il perdono del suo Sangue.

Scheda 20: San Paolo di fronte alla morte e il suo martirio a Roma

Secondo una tradizione molto antica, citata da Eusebio di Cesarea, San Paolo fu decapitato a Roma per volontà di Nerone (tra il 64 e il 68 d.C). Sarebbe molto bello sapere come Paolo abbia affrontato il suo martirio… Una ricerca accurata nelle sue lettere ci permette di comprendere come Paolo, crocifisso con Cristo, consideri ormai la sua morte alla luce della vittoria di Cristo e del suo vivere il Lui.